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Cucina migliore al mondo: chi vince la sfida del gusto?

Le 10 migliori destinazioni gastronomiche del mondo
Non solo pasta e pizza: la cucina migliore al mondo si trova entro - e oltre! - i confini italiani. Un viaggio nei sapori vi aspetta!
28 Agosto 2025

Se oltre a musei e monumenti siete di quelli che pianificano un viaggio pensando anche al cibo, sarete curiosi di conoscere qual è la cucina migliore al mondo. L’Italia, si sa, si erge a mecca del gusto in tutte le classifiche, accompagnata dalla genuinità della vicina Grecia e dall’elegante equilibrio di sapori del Giappone.

Ma quale tra tutte merita davvero il primo posto? Viaggiare tra i sapori riscoprendo aromi perduti o sorprendendosi con accostamenti inattesi ci porta a destabilizzare la nostra prospettiva, spesso rigidamente salda e ancorata al panorama gastronomico nostrano. Non che ci sia nulla di male nell’abbracciare le proprie radici, ma con una così vasta e variegata scelta di prelibatezze da ogni angolo del pianeta, si aprono inevitabilmente nuovi orizzonti, ampliando il nostro sguardo e invitandoci a metterci in discussione.

Non solo pasta e pizza, dunque: i paradisi della gastronomia e dei prodotti d’eccellenza vi aspettano entro – e oltre! – i confini del nostro Bel Paese, pronti a mandare in estasi le vostre papille. Quindi, preparate valigie e palato: state per conoscere il meglio della cucina mondiale!

Italia, eccellenza e varietà

Tavola imbandita con commensali, piatti di spaghetti e calici di vino bianco
Il cibo italiano come riferimento culinario

Per molti, non è vanto nazionale, ma una questione di fatto: la cucina migliore al mondo è la nostra! Il segreto? La varietà, senza dubbio: da nord a sud, lo Stivale è una vera e propria mappa del gusto, iniziando dal Piemonte e dal suo capoluogo. Partendo da nord, Verona, Bolzano, Bergamo, Cuneo e molte altre ridenti località vi attendono, pronte a farvi mangiare con gusto, annaffiando tutto con ottimi vini e birre artigianali.

Spostiandoci un po’ più giù, è impossibile non cadere nella tentazione di assaggiare le leccornie tipiche di Parma, Genova, La Spezia, Firenze, Pisa e Bologna.

La nostra capitale non poteva essere da meno. Insieme a una guida appassionata di buon cibo romano, diletterete il vostro palato con le squisitezze di Trastevere, il quartiere più bohemien di Roma. A Perugia la bontà dell’olio umbro e il profumo dei tartufi fanno a gara con il cioccolato per contendersi il cuore – o dovremmo dire lo stomaco – dei suoi visitatori. Un itinerario gastronomico nel centro storico renderà giustizia alle sue eccellenze culinarie.

E lo stesso vale per il tour della gastronomia pugliese a Bari. Chi l’ha detto che esiste solo la focaccia barese? Probabilmente qualcuno che non ha mai assaggiato le sgagliozze, i panzerotti o un piatto di orecchiette come si deve. A Lecce, sontuosa città barocca, vi papperete il Salento in un sol boccone, mentre a Tropea e Napoli resterete completamente ammaliati dalla tradizione gastronomica calabrese e campana.

Sarebbe un vero sacrilegio non nominare anche la cucina sicula… Non sia mai! L’appuntamento è a Trapani, Messina e Catania, dove troverete ad accogliervi frittura di pesce, caponata di melanzane, arancini di riso e altre leccornie che vi faranno alzare da tavola contenti.

E infine, ci spingeremo verso gli idilliaci lidi sardi per un tour gastronomico di Cagliari, ansiosi di rimpinzarci con le più succulente ricette del posto.

Giapppone: il meglio del Sol Levante in tavola!

Due ciotole di ramen giapponese con gyoza e futomaki
La cucina giapponese, tra le miglior al mondo

Dire Giappone per tanti significa dire sushi, un must della gastronomia giapponese ormai diffuso a livello mondiale. Eppure, il Paese del Sol Levante vanta innumerevoli specialità da leccarsi i baffi, che vanno ben oltre i famosi rotolini di riso e pesce crudo. Basti pensare all’omakase, letteralmente “mi fido di te” o “mi affido a te”, un’esperienza sensoriale unica al mondo in cui i commensali, piatto dopo piatto, si lasciano guidare dalle sapienti mani dello chef, che proporrà di volta in volta ciò che preferisce. Una sorta di tuffo nel vuoto che saprà ricompensarvi a dovere!

Sotto la forte influenza della cucina cinese, nel corso della storia, il Giappone ha saputo trovare la propria essenza, condividendo con il vicino gigante asiatico alcuni degli ingredienti di base, come il riso. Combinando sapientemente freschezza, tradizione e un’estetica raffinata, si è fatto strada nei nostri cuori proponendo il mix perfetto tra salute e convivialità, ponendo enfasi su presentazione impeccabile e armonia di sapori. Vi ricorda qualcuno? Non siamo poi così diversi!

Donburi, udon, okonomiyaki, sashimi, yakisoba, ramen, tempura, deliziose polpette di polpo takoyaki e gyoza sono solo un piccolo esempio di ciò che la cucina nipponica ha da offrire. Un ottimo modo per affacciarvi alle pietanze locali è il nostro tour gastronomico di Tsukiji o di Shibuya, una tentazione a cui è impossibile resistere. Ittadakimasu!

Cina: piatti millenari dall’oriente

Diverse pietanze cinesi disposte su un tavolo
Appetitose pietanze cinesi

Non avrete mica messo via le bacchette, vero? Restiamo ancora un po’ a est, questa volta spostandoci in Cina, patria di sapori senza tempo. La cucina cinese è incredibilmente ricca e diversificata, tanto da essere suddivisa in otto tradizioni culinarie principali, ciascuna con le sue caratteristiche peculiari. Tra queste, spiccano la sichuanese, famosa per il suo uso audace del peperoncino e del pepe di Sichuan; la cantonese, celebre per la delicatezza e per la diffusione del dim sum; la cucina dello Jiangsu, elegante e raffinata, con piatti spesso serviti in brodo; e quella dello Shandong, corposa e stuzzicante, nota per l’uso abbondante di aglio e cipolla.

Come nella già citata cucina giapponese, l’armonia tra i cinque sapori fondamentali – dolce, salato, acido, amaro e piccante – è alla base di ogni piatto ben riuscito. Non è un caso che qui molte ricette siano pensate anche in chiave terapeutica, secondo i principi della medicina tradizionale cinese. Nel wok, al vapore, stufato, brasato: indipendentemente dalla tecnica impiegata, riesce a esaltare ingredienti semplici quali tofu, riso, verdure fresche, zenzero e l’immancabile salsa di soia, combinandoli con maestria per ottenere sfumature complesse, mai banali. La presentazione del cibo, sebbene non sempre elaborata, mira alla bellezza naturale degli alimenti, con grande attenzione al colore, alla forma e alla disposizione nel piatto. In cucina, come nella vita, l’equilibrio è tutto.

A Pechino e Hong Kong, potrete partecipare a un’imperdibile tour gastronomico; in alterativa, se siete a Chengdu, potrete vivere una full immersion nella cultura gastronomica locale con una lezione di cucina.

Grecia, dove la dieta mediterranea è di casa

Insalata greca con feta e olive, pita, tzatziki e spiedini di pollo
Alcuni dei migliori piatti della cucina greca

Ella, ella! Katze, katze! Ecco a voi un invito tutto greco ad accomodarvi a tavola e gustare una delle cucine migliori al mondo. La Grecia, difatti, non poteva mancare, dal momento che rappresenta, senza ombra di dubbio, un ottimo esempio della diversità e della ricchezza della dieta mediterranea.

Ingredienti freschi come pomodori, patate, verdure, erbette aromatiche, agnello, formaggio di capra e pesce sono alcuni degli elementi essenziali della gastronomia greca, sempre conditi con il migliore olio d’oliva locale. La nostra sorella affacciata sul mar Egeo, costellata di isole da sogno, condivide con l’Italia genuinità, semplicità e veracità di un’alimentazione all’insegna del benessere senza rinunciare al gusto.

Non importa se la vostra meta è Atene, Santorini, Mykonos, Salonicco o Corfù. Qualsiasi destinazione greca sarà la scusa perfetta per riunirvi e assaggiare piatti deliziosi come la moussaka, la tiropita, il famoso gyros o la salsa tzatziki, che accompagna una grande varietà di pietanze.

Se siete a Creta, non potete lasciarvi sfuggire il tour gastronomico di Candia, mentre a Paros potrete mettere letteralmente le mani in pasta partecipando a una sfiziosa lezione di cucina.

Portogallo, sapori d’oceano e di terra

Un piatto portoghese di baccalà circondato da grani di pepe, peperoni, pomodori e pane
Baccalà, tra gli ingredienti di punta del Portogallo

La cucina portoghese è un’espressione autentica della storia e della geografia del paese. Situato tra l’oceano Atlantico e la penisola iberica, il Portogallo ha saputo fondere influenze mediterranee, arabe e africane con una profonda tradizione marinara. Ingredienti semplici ma ricchi di sapore, come l’olio d’oliva, l’aglio, il coriandolo, il vino e naturalmente il pesce, sono alla base della gastronomia portoghese. Il baccalà, ad esempio, è protagonista indiscusso: si dice che esistano oltre 365 ricette diverse per cucinarlo, una per ogni giorno dell’anno. E voi, lo sapevate?

La storia della cucina portoghese è strettamente legata ai viaggi delle grandi scoperte marittime del XV e XVI secolo. Durante questo periodo, i navigatori portoghesi introdussero nel Paese spezie provenienti dall’India, zucchero dalle colonie brasiliane, tè e caffè. Questi scambi arricchirono enormemente la tradizione gastronomica locale. Tra i piatti tipici, troviamo la caldeirada, una zuppa di pesce; il cozido à portuguesa, uno stufato di carne e verdure; e i pasteis de nata, libidinosi dolcetti alla crema a cui è impossibile dire di no.

Ogni regione del Portogallo offre specialità diverse, dai frutti di mare dell’Algarve ai piatti di montagna del nord, fino ai vini del Douro e del Minho. Quest’ampia scelta, unita all’amore per la festosità e condivisione, rende la cucina portoghese una delle più sincere e apprezzabili del panorama gastronomico globale.

Ma quindi, che sapore ha il Portogallo? Scopritelo grazie al nostro tour gastronomico di Lisbona, durante il quale assaggerete diversi petiscos, gli stuzzichini tipici portoghesi. In alternativa, potreste viziare il vostro palato con i sapori e gli aromi dell’Algarve durante il tour gastronomico di Portimão; e se tutto questo non dovesse bastarvi, assaporate le ricette più tipiche della città del Douro unendovi a noi in questo tour gastronomico di Porto, con tanto di visita di tre locali e del Mercado do Bolhão.

Spagna, tradizione e avanguardia

Piatti tipici della gastronomia spagnola, con un piatto di polipo alla galiziana, vongole, calamari fritti e pane
La gastronomia spagnola, variegata e saporita

Anche la Spagna negli ultimi anni si è affermata come patria di una delle cucine migliori del mondo, e non c’è da meravigliarsi!

La cucina spagnola è fatta per essere condivisa e scoperta un boccone dietro l’altro. Niente cene silenziose; qui si mangia come si vive, con frizzante entusiasmo! Le tapas non sono solo “porzioni piccole”, sono un modo di stare insieme, passare da un bar all’altro, assaggiando olive, calamari fritti, patatas bravas e jamón ibérico (che, tra l’altro, ha una sua denominazione protetta e costa come una borsa firmata).

E la paella? Occhio, non tutte sono uguali! Quella vera, valenciana, si fa con coniglio, pollo e fagiolini. Niente pesce, niente chorizo e si cucina in padella bassa, sopra il fuoco vivo. Curiosità: la Spagna ha uno dei più alti numeri di bar pro capite al mondo, circa uno ogni 130 persone! E in alcune regioni, come l’Andalusia, vi portano la tapa gratis con la birra!

Il Paese sfoggia, inoltre, un grande ricettario, su cui primeggiano numerosi ingredienti di prima qualità. Non lasciatevi ingannare da chi vi dice che è una terra ancorata al passato: in effetti, il suo sguardo vigile punta sovente verso nuovi lidi, carpendo le più innovative tecniche culinarie da accostare ai piatti delle abuelitas.

L’immancabile tortilla di patate, cocido maragato, polipo alla galiziana e, naturalmente, la famosissima paella valenciana, sono solo un assaggio del luculliano banchetto ispanico che vi aspetta. Nel frattempo, prima della portata principale, spiluccate qualche sfizioso snack a Barcellona con il tour delle tapas. Oppure, sorseggiate lentamente un buon calice di rosso corposo nella capitale durante il tour delle tapas e del vino a Madrid.

Messico, non solo piccante

I colori della gastronomia messicana tra frutta, zuppe, tacos e salse, nella classifica della cucina migliore al mondo
I colori della gastronomia messicana

Sapevate che la gastronomia messicana è stata dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2010? In Messico, dunque, troverete spiagge caraibiche, resti archeologici di antiche civiltà e cosmopolite città piene di vita, ma anche pietanze squisite che, una volta provate, vi creeranno un’immediata dipendenza!

La cucina messicana è una delle più vivaci, colorate e allegre al mondo, dove anche il mais può essere divertente e sempre diverso. E chi se lo aspettava? Tamales, tostadas, quesadilla, pozole… ogni nome suona come una piccola festa. Non è però solo street food: dietro c’è una tradizione antichissima, con influenze azteche, maya, spagnole e arabe. E no, non tutto è piccante, ma spesso sì, quindi acqua a portata di mano!

Curiosità da raccontare agli amici: in Messico il cibo è anche simbolo religioso e identitario. Il mole, salsa densa e complessa con oltre 30 ingredienti tra cui cioccolato e peperoncino, è un piatto da cerimonia. E se pensate che i messicani bevano solo tequila, beh, vi sbagliate di grosso. Il pulque, una bevanda fermentata ricavata dall’agave, era infatti considerato sacro e destinato solo ai sacerdoti e nobili nell’antichità. Quel che si dice un piatto da re!

Tacos, enchiladas, burritos, cochinita pibil, guacamole… Vi consigliamo caldamente il tour gastronomico di Città del Messico, in cui assaggerete il meglio della cucina locale e scoprirete le ricette che hanno conquistato i palati di tutto il mondo. Se preferite, potrete optare per il tour gastronomico a Colonia Roma, uno dei quartieri più in della città; o ancora girovagare per le bancarelle variopinte del mercato La Merced; oppure immergervi nell’atmosfera bohémien di Coyoacán, Cancun, Aguascalientes e Merida non si tirano indietro. Pronti a conoscerle a sorsi e morsi insieme a noi?

Ceviche, patate e fusion: benvenuti in Perù!

Un piatto di ceviche peruviano di pesce con ciotole di lima, peperoncino e coriandolo
Un delizioso ceviche peruviano

Il Perù è una delle destinazioni gastronomiche emergenti, tanto da aver ricevuto nel 2014 il prestigioso World Travel Awards, grazie alla sua assortita, originale e ricca tradizione culinaria.

La cucina peruviana è la perfetta rappresentazione di cosa succede quando culture diverse si incontrano e si innamorano. Influenze indigene, spagnole, africane, cinesi e giapponesi si sono fuse nei secoli per creare qualcosa di unico. Il re incontrastato? Il ceviche, pesce crudo marinato in lime, coriandolo e peperoncino. Fresco, pungente e irresistibile… Riuscireste a non fare il bis?

Eccovi una chicca: il Perù ha più di 3.000 varietà di patate! Hanno addirittura dedicato loro un museo. E mentre pensate che il mais sia solo giallo, lì ne esistono anche viola e neri. Inoltre, la cucina nikkei nippo-peruviana è oggi una delle più raffinate al mondo, tanto da guadagnarsi innumerevoli stelle Michelin. Se cercate un mix perfetto tra comfort food e fine dining, il Perù ha già apparecchiato per voi. Spoiler: tornerete per il dessert. Chi ha ordinato un suspiro limeño?

Che vi troviate a Lima, Cusco, Pucallpa, Tacna o Arequipa, potrete degustare alcuni dei suoi piatti più tipici come il lomo saltado, l’ají de gallina, la causa limeña o, per i più audaci, lo stufato di porcellino d’India.

Feijoada, moqueca e oltre: perché la cucina brasiliana incanta il mondo

Tavola con riso e piatti a base di carne e verdure tipici della cucina brassiliana, una delle migliori al mondo
La cucina brasiliana è tra le più apprezzate al mondo

La cucina brasiliana è un vibrante mosaico di culture e sapori, nata dall’incontro tra tradizioni indigene, influenze africane e contributi europei, soprattutto portoghesi. Questo ineguagliabile melting pot si riflette nell’uso creativo di ingredienti autoctoni come la manioca o cassava, il mais, il pesce di fiume, i frutti tropicali quali l’açaí e il cupuaçu e i fagioli neri. Le tecniche di preparazione tradizionali, tramandate da generazioni, si mescolano con metodi portati dagli schiavi africani e dai colonizzatori, creando una cucina unica nel suo genere.

Dal punto di vista storico, la gastronomia brasiliana è il risultato di secoli di mescolanza e adattamento. Gli indigeni introdussero alimenti come la farofa (farina di manioca tostata) e il beiju (una sorta di crêpe di tapioca). Gli africani portarono sapori speziati, olio di dendê (olio di palma rosso) e piatti come il vatapá e la moqueca, mentre i portoghesi diffusero l’uso dello zucchero, del latte e delle tecniche di cottura al forno. Ogni regione del Brasile ha sviluppato specialità proprie: il nordest è noto per i piatti afro-brasiliani, il sud per le carni alla griglia dei gauchos, il centro per la cucina del cerrado e la zona amazzonica per l’uso innovativo di ingredienti locali.

Piatti iconici come la feijoada (uno stufato di fagioli neri e carne), il pão de queijo (panini al formaggio di tapioca), e la moqueca (stufato di pesce e frutti di mare con latte di cocco e olio di dendê) offrono esperienze gustative autentiche e impagabili. È una cucina che racconta l’identità di un popolo accogliente, multiculturale ed energico.

Salvador de Bahía, San Paolo, Florianópolis, Brasilia: qualunque sia la vostra meta, troverete pane per i vostri denti… alla lettera! Poi, nella seducente Rio de Janeiro, potrete rimpinzarvi a più non posso con un tour gastronomico di Copacabana o del quartiere flamengo, andando alla scoperta, nel mentre, dei quartieri più dinamici e incantevoli della città.

Francia, l’eleganza da mangiare

Quiche lorraine francese
La tipica quiche lorraine francese

La gastronomia francese, come quella italiana, non ha bisogno di presentazioni e può dire di aver influenzato la cucina di molti altri paesi. Innovazione, raffinatezza e materie prime eccellenti la rendono una meta appetibile, nel vero senso della parola.

La cucina francese ha una reputazione da diva, e a ben vedere. Parliamo di un patrimonio UNESCO, mica bruscolini! È la patria della baguette, del foie gras, dei croissant e di più di 1.000 tipi di formaggi. Il loro motto non detto? “Se c’è il burro, c’è felicità”.

Ma dietro la patina chic, la cucina francese sa essere anche casalinga e affettuosa. Pensiamo ad esempio alla ratatouille reso celebre dal topolino del grande schermo o al boeuf bourguignon, che non è solo un succulento stufato, ma un abbraccio caloroso che scalda il cuore (e sazia l’appetito!).Come piccola curiosità, sapevate che il famoso macaron che oggi troviamo praticamente ovunque, ha origini italiane? Difatti, è stato portato in Francia da Caterina de’ Medici nel XVI secolo. E che i i francesi non fanno colazione col croissant ogni mattina? Più spesso si accontentano di una tartina con burro e marmellata. Mais oui, anche i miti crollano.

Specialità come la quiche lorraine, la zuppa di cipolle o il coq au vin andrebbero provate almeno una volta nella vita, magari proprio a Parigi, o a Cannes, che ne dite? E naturalmente, una dolcissima crêpe a fine pasto!

Tra le cucine migliori al mondo anche la Thailandia

Pietanze thailandesi a base di carne e verdura
La cucina thailandese, tra le migliori al mondo

Quella thailandese è una cucina che ha saputo combinare tra loro i migliori sapori del sud-est asiatico, attingendo dalle tradizioni gastronomiche dei suoi vicini di casa, dall’India alla Cina, fino all’Australia, e dando vita a piatti deliziosi e sorprendenti.

Mangiare tailandese è come suonare una sinfonia di sapori in cui ogni boccone è un colpo di scena. Il segreto sta nell’equilibrio perfetto tra dolce, salato, acido e piccante. Prendete un pad thai: spaghetti di riso saltati con gamberi, tofu, germogli, arachidi e lime, un classico da street food che sa di casa. O provate il tom yum, zuppa piccante che libera i sensi (e forse anche il naso).

Non tutti sanno che in Thailandia si mangia con forchetta e cucchiaio e non con le bacchette, le quali si usano solo per piatti cinesi o noodle in brodo. E il riso? È sacro. Il jasmine rice profumato accompagna praticamente tutto, tanto che “mangiare” in thailandese si dice proprio gin khao, cioè “mangiare riso”. Ah, e se siete ospiti a casa di qualcuno, non pulite piatto: lì è segno che avete ancora fame!

Se passate da Bangkok, fate un salto in città a bordo di un tuk tuk e rimpinzatevi a dovere, non ve ne pentirete. Tra khao pad saparod, kai pad med mamuang o massaman curry non avrete che l’imbarazzo della scelta… Ed è anche economico!

L’arcipelago dei sapori: Indonesia

Piatti a base di pesce tipici dell'Indonesia
Piatti a base di pesce tipici dell’Indonesia

La cucina indonesiana è un caleidoscopio di sapori, colori e aromi, riflesso della straordinaria varietà culturale dell’arcipelago. Con oltre 17.000 isole e centinaia di gruppi etnici, l’Indonesia offre una gastronomia feconda e diversificata. Ingredienti fondamentali includono riso, cocco, peperoncino, zenzero, curcuma, citronella e arachidi. Le spezie sono protagoniste assolute: non a caso, le isole Molucche sono conosciute come le “Isole delle Spezie”. Il sambal, una salsa piccante a base di peperoncini, è presente in quasi ogni pasto e rappresenta l’intensità e il calore tipico della cucina locale.

Storicamente, la cucina indonesiana è il risultato di secoli di scambi culturali e commerciali. Oltre alle tradizioni indigene, ha subito influenze indiane, arabe, cinesi, portoghesi e olandesi. Il curry, ad esempio, è stato introdotto dall’India, mentre il concetto di frittura e alcuni dolci derivano dall’epoca coloniale olandese. Ogni regione ha le sue specialità: a Sumatra prevalgono piatti piccanti e ricchi di cocco, come il celebre rendang, mentre a Giava si trovano piatti più dolci e delicati, come il gudeg a base di jackfruit.

Qui mangiare non è solo nutrirsi, ma di celebrare la condivisione e la convivialità. Piatti come il nasi goreng (riso fritto), il satay (spiedini marinati alla griglia con salsa di arachidi) o il gado-gado (insalata di verdure con salsa di arachidi) sono esempi di equilibrio perfetto tra dolce, salato, piccante e acido. L’armonia tra ingredienti freschi, spezie complesse e tecniche tradizionali rende ogni piatto un risveglio dei sensi indescrivibile, capace di raccontare l’anima profonda dell’Indonesia attraverso il cibo.

In questa masterclass di cucina balinese avrete modo di conoscere le pietanze tipiche dell’isola. In più, potrete degustare le vostre creazioni!

Polonia: comfort food dall’Est Europa

Piatto tipico polacco con carne, cipolla e verdura, servito con pane e grani di pepe su una tavola con alloro e pigne
Un piatto tipico polacco

La cucina polacca è un connubio di tradizione contadina, influenze mitteleuropee e sapori robusti che raccontano la storia e l’anima di un popolo resiliente. Basata su ingredienti semplici ma sostanziosi, come patate, cavolo, barbabietole, funghi, cereali e carne di maiale, offre piatti nutrienti pensati per affrontare i rigidi inverni dell’Europa centrale. Il pane e le zuppe occupano un posto centrale nella dieta quotidiana, così come i latticini fermentati e i prodotti affumicati. L’uso di erbe quali aneto, maggiorana e alloro dona un carattere aromatico e distintivo alle pietanze.

La storia gastronomica della Polonia è il risultato di secoli di influenze culturali: germaniche, ebraiche, lituane, russe e austro-ungariche. Durante il periodo della Confederazione polacco-lituana, la cucina si arricchì di elementi orientali come le spezie e alcune tecniche di marinatura. Nel corso del tempo, la tradizione contadina si è mescolata con quella nobile, creando una tavola ricca ma accessibile. Piatti simbolo come i pierogi (ravioli ripieni di carne, formaggio, patate o frutta), il bigos (uno stufato di cavolo e carne) e il żurek (zuppa acida di segale fermentata) testimoniano questa fusione tra rusticità e raffinatezza.

La cucina polacca è considerata tra le più interessanti e sottovalutate del mondo per la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti carichi di gusto e significato. È una cucina dell’anima, che celebra la convivialità, la famiglia e la memoria. Il calore di un piatto di golabki (involtini di cavolo ripieni), l’aroma del pane appena sfornato o la dolcezza dei sernik (torta di ricotta) raccontano una storia fatta di tradizione e amore per la tavola. Per chi cerca autenticità, comfort food e radici profonde, la cucina polacca è una scoperta sorprendente e memorabile.

Se la vostra prossima destinazione è Varsavia o Cracovia e siete ansiosi di affacciarvi al panorama culinario polacco, un tour gastronomico è proprio quel che fa al caso vostro!

India, paradiso di spezie e verdure

Riso tandoori, pollo al curry e naan, il pane indiano
Una delle gastronomie più apprezzate da vegetariani e carnivori

Se la vostra idea di cucina indiana è solo “curry piccante”, sedetevi: c’è molto, molto di più. L’India è praticamente un continente culinario. Ogni stato ha sapori, ingredienti e tecniche completamente diverse. Il nord ama pane come il naan e piatti ricchi di burro e yogurt, mentre il sud vi conquista con cocco, riso e sambar. E attenzione, perché in India, “curry” non è una spezia, ma una parola generica per dire “piatto in salsa”!

Curiosità che sorprende sempre: molti piatti iconici indiani, come il pollo tikka masala, non sono nati in India, ma… nel Regno Unito! E lo sapevate che l’India ha più di 8.000 varietà di riso e che le spezie usate in cucina tradizionale hanno basi scientifiche per migliorare la digestione e la conservazione dei cibi? Insomma, non solo un pasto, ma addirittura una lezione di cultura, medicina ayurvedica e storytelling.

Un must per i vegetariani, la gastronomia indiana saprà conquistare anche i carnivori convinti, grazie alla gran varietà di piatti succulenti e saporiti. Samosa, panipuri, aloo sabzi… I nomi sono tanti e difficili da ricordare, ma quello che non dimenticherete sarà la felicità di averli degustati! Se non siete ancora convinti, non perdetevi il tour gastronomico di Delhi oppure quello privato della città di Agra. Vi toglieranno ogni dubbio e, naturalmente, la fame!

Danimarca, culla dei ristoranti stellati

Piatto di polpettine danesi con salsa
Piatto tipico della gastronomia danese

La cucina danese non è solo smørrebrød e aringhe! Certo, il famoso panino aperto (letteralmente “pane imburrato”) è un’istituzione, guarnito con salmone, uova, roast beef o qualunque cosa abbiate in frigo e vogliate rendere gourmet. Ma il vero segreto della Danimarca a tavola è l’hygge, quell’atmosfera accogliente, rilassata e un po’ coccolosa che i danesi mettono anche nei pasti. Non è un caso che uno dei piatti più amati sia il frikadeller (polpette morbide di carne), servito con patate e salsa.

Questa non ve l’aspettate: la Danimarca ha dato i natali a Noma, ristorante pluripremiato come migliore del mondo. E sì, servono formiche nel menù. Inoltre, i danesi sono tra i maggiori consumatori di liquirizia salata del mondo. Un gusto decisamente divisivo, ma per loro è quasi un’ossessione.

In questo caso, ci vogliamo focalizzare sulla capitale del paese. Negli ultimi anni, Copenhagen ha raggiunto un curioso primato, diventando la città con più stelle Michelin al mondo, con 17 stelle in 15 ristoranti. Con questi numeri, vale la pena di fare una capatina! Non siete curiosi di scoprire dal vivo come sia riuscita a posizionarsi tra le principali capitali gastronomiche del mondo?

De gustibus non disputandum est: la migliore cucina al mondo… secondo voi!

Insomma, ogni cucina ha il suo perché, inutile perderci in chiacchiere e classifiche che lasciano il tempo che trovano. C’è chi arde di passione per il piccante messicano, chi vive per la pasta fatta in casa, chi sogna sushi anche a colazione e chi si scioglie davanti a una feta greca o a una feijoada brasiliana.

Assaggiare piatti diversi è come viaggiare col palato: ti sorprende, ti insegna e, a volte, ti conquista. L’unico modo per capire qual è il vostro preferito? Provarli tutti, senza pregiudizi, con tanta fame e magari lasciandosi uno spazietto per il dolce.

Alla fine, i gusti sono personali e sacri: c’è chi ai capolavori di uno chef stellato preferisce le coccole di una nonna, sempre affaccendata ai fornelli; chi è fedelmente devoto al calzone del bar sotto casa e chi ha trovato l’amore dall’altro capo del mondo, in un pad thai. L’importante è tenersi stretta la propria cucina del cuore, quella che per voi è la numero uno, e tornarci, come da un’amica di vecchia data, ogni volta che serve conforto.

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