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Dove andare ad Halloween in Italia: 11 mete da brivido

Zucche di Halloween illuminate in una casa decorata con lucine e ragni di gomma
Dove andare ad Halloween in Italia? Viaggiamo insieme nei luoghi più paurosi del paese per trascorrere una serata all'insegna del brivido!
29 Settembre 2026

Nel 1587, a Triora, bastò una carestia per accusare di stregoneria un gruppo di donne del paese. A Napoli, sotto il Rione Sanità, un’antica cava di tufo custodisce i resti di circa 40.000 persone. A Corinaldo, invece, ogni ottobre streghe e zucche occupano mura del Quattrocento. Se ti chiedi dove andare ad Halloween in Italia, la risposta sta in queste storie vere, non inventate.

Abbiamo scelto 11 mete, dalla Liguria alla Campania. Per ognuna trovi il contesto storico, qualche dato pratico e le visite che ti portano dentro la leggenda. Ci sono feste di paese, prigioni, sotterranei e borghi abbandonati, con idee valide anche per chi viaggia con bambini.

In sintesi: per festeggiare Halloween in Italia la meta più nota è Corinaldo, nelle Marche, con più giornate di spettacoli in gran parte gratuiti. Per un’atmosfera più cupa scegli Triora, il paese delle streghe, oppure la Torino magica e Napoli sotterranea. In alternativa, il Parco dei mostri di Bomarzo o il castello di Azzurrina.

Le mete in breve

Per decidere dove andare ad Halloween in Italia, parti da qui. La tabella ti aiuta a scegliere in base alla regione e al tipo di brivido che cerchi. Le mete con eventi dedicati ad Halloween sono Corinaldo e Triora: per le altre conta soprattutto l’atmosfera del luogo.

Dove andare ad Halloween in Italia
Meta Regione Perché andarci Con bambini
Corinaldo Marche Festa delle streghe Sì
Venezia Veneto Prigioni e Inquisizione Ragazzi
Triora Liguria Processi alle streghe Sì
Torino Piemonte Esoterismo Ragazzi
Bomarzo Lazio Mostri di pietra Sì
Narni Umbria Sotterranei Ragazzi
Antica Monterano Lazio Borgo fantasma Sì
San Gimignano Toscana Museo della tortura Solo adulti
Rocca Calascio Abruzzo Castello nella nebbia Sì
Napoli Campania Culto dei morti Ragazzi
Montebello Emilia-Romagna Fantasma di Azzurrina Sì

1. Corinaldo e la festa delle streghe

Corinaldo è un borgo in provincia di Ancona, a una ventina di chilometri da Senigallia. Lo chiude una cinta di mura del Quattrocento lunga più di un chilometro e ancora integra. Al centro sale la Piaggia, una scalinata di oltre cento gradini che taglia in due il paese. Non a caso il borgo fa parte dei borghi più belli d’Italia.

Da più di venticinque anni, a fine ottobre, il centro storico diventa il teatro della suggestiva festa delle streghe. Vicoli e bastioni si riempiono di spettacoli, mercatini, taverne con cucina marchigiana e concerti. Ci sono il Tunnel della paura, i laboratori per i più piccoli e l’elezione di Miss Strega. Secondo l’associazione Pro Corinaldo, che la organizza, ingresso e spettacoli sono gratuiti per tutte le età.

Date e programma possono cambiare, conviene verificarli sul sito ufficiale prima di partire. Il centro è pedonale e i parcheggi sono fuori dalle mura, quindi arriva nel primo pomeriggio. Prima di ripartire, cerca il Pozzo della Polenta: è legato a una delle leggende più raccontate del paese.

Il Pozzo della Polenta, in mattoni, lungo la scalinata della Piaggia a Corinaldo, di notte. Intorno ci sono gradini con pavimentazione a spina di pesce, case in mattoni illuminate dai lampioni, un arco in fondo al vicolo e piante di oleandro in fiore
Il Pozzo della Polenta custodisce una delle leggende più raccontate di Corinaldo. Di notte è ancora più suggestivo.

2. Venezia, tra prigioni e Inquisizione

Di giorno Venezia è Piazza San Marco, le gondole, le vetrine di Murano. Quando cala la nebbia d’autunno, però, le calli raccontano altre storie: processi, condanne esemplari, prigionieri che attraversavano il Ponte dei Sospiri. Il ponte collega il Palazzo Ducale alle Prigioni nuove, costruite tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

Proprio nel Palazzo delle Prigioni c’è Maleficia, una mostra dedicata a Inquisizione, tortura e stregoneria tra il Quattrocento e il Settecento. Con i biglietti per Maleficia entri con un’audioguida tra strumenti di tortura e documenti d’epoca. Se invece vuoi vedere le celle, la visita guidata al Palazzo delle Prigioni dura circa 45 minuti. Per completare il viaggio, trovi tutte le attività sulla pagina di Venezia su Civitatis.

Gondole attraccate su un molo di Venezia e sullo sfondo il profilo di piazza San Marco offuscato dalla nebbia in una giornata nuvolosa con poca luce arancione che filtra dalle nubi sul lato sinistro dell'immagine
Venezia nella nebbia d’autunno, quando la città mostra il suo volto più misterioso

3. Triora, il paese delle streghe

Triora è un borgo di pietra nell’entroterra di Imperia, in alta valle Argentina. Nel 1587 una grave carestia colpì il paese e la colpa ricadde su alcune donne, accusate di aver provocato la fame con la stregoneria. I processi durarono fino al 1589, tra torture e condanne, e sono tra i casi più noti di caccia alle streghe in Italia.

Nel palazzo comunale, in corso Italia 1, c’è il Museo etnografico e della stregoneria. Racconta quei processi con documenti e oggetti, accanto alla vita contadina della valle. Gli orari cambiano durante l’anno e il Comune ha segnalato lavori in corso, quindi conviene verificare l’apertura prima di andare. Poi cammina fino alla Cabotina, i ruderi fuori dal paese dove, secondo la tradizione, le streghe si riunivano. In centro cerca anche la Ca’ de Bagiue, la «casa delle streghe» nel dialetto locale.

Tra il 31 ottobre e il 1° novembre il borgo organizza spettacoli teatrali, danze medievali, laboratori per bambini e racconti di paura nei vicoli. Il programma cambia ogni anno, controllalo sul sito del Comune. Se preferisci la rievocazione storica dei processi, invece, Strigora si tiene in estate.

Un piccolo borgo dai tetti rossi ripreso dall'alto immerso nel verde e nella fitta nebbia
Nel piccolo borgo delle streghe di Triora si respira il mistero

4. Torino, tra magia bianca e magia nera

Secondo la tradizione esoterica, Torino farebbe parte di due triangoli magici. Con Praga e Lione formerebbe quello della magia bianca, con Londra e San Francisco quello della magia nera. Non esistono prove storiche, naturalmente, ma queste leggende hanno dato alla città un’identità misteriosa e riconoscibile.

Il polo positivo sarebbe tra Piazza Castello e i Giardini reali, dove si trova la fontana dei Tritoni. Il cuore oscuro, invece, è Piazza Statuto, che la tradizione lega alle antiche esecuzioni. Al centro c’è il monumento al Traforo del Frejus, con un angelo che molti leggono come Lucifero. Se è la tua prima volta in città, parti dalla nostra guida su cosa vedere a Torino in 3 giorni.

Per entrare nella Torino magica, il tour dei misteri e delle leggende di Torino parte da Piazza Statuto e arriva alla Gran Madre. Include spostamenti in autobus e brevi scene teatrali. Il tour dei sotterranei di Torino, invece, ti porta in tre tappe sotto il centro storico.

Due persone camminano di notte nei portici di Torino sotto la scritta "Martini" illuminata
Torino di notte, tra portici e leggende esoteriche

5. Bomarzo e il Parco dei mostri

Nella Tuscia, in provincia di Viterbo, un bosco è abitato da giganti, draghi, un elefante da guerra e un orco con la bocca spalancata. È il Sacro Bosco di Bomarzo, voluto dal principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, intorno alla metà del Cinquecento. Le figure sono scolpite direttamente nei massi del bosco, senza un disegno prospettico.

Perché tanti mostri? Nessuno lo sa con certezza. Molti studiosi lo collegano al lutto per la moglie, Giulia Farnese, altri lo leggono come un percorso iniziatico. Sulla bocca dell’Orco è incisa la frase «Ogni pensiero vola»: entra, perché la stanza interna amplifica le voci. Il parco è privato e gli orari cambiano con le stagioni, conviene verificarli sul sito ufficiale prima di andare.

A meno di un’ora d’auto c’è Civita di Bagnoregio, un borgo sospeso su uno sperone di tufo che l’erosione consuma lentamente. Per questo è chiamato «la città che muore». La Civita di Bagnoregio Travel Card include un’audioguida e completa bene la giornata. Ne parliamo anche nella nostra selezione dei borghi più belli d’Italia.

Una scultura di un mostro con la bocca spalancata nel giardino di Bomarzo
L’Orco del Sacro Bosco di Bomarzo

6. Narni sotterranea e la cella dell’Inquisizione

Narni è un borgo medievale umbro, a una quindicina di chilometri da Terni. Nel 1979 sei giovani speleologi del posto trovarono un piccolo passaggio in un muro, sotto l’antico convento di San Domenico. Dietro c’era una chiesa rupestre del XII-XIII secolo, affrescata, accanto a una cisterna romana. Era l’inizio di Narni sotterranea, aperta al pubblico dal 1994.

La parte più inquietante è la Sala dei tormenti, sede del tribunale del Sant’Uffizio (cioè l’Inquisizione) dalla metà del Cinquecento all’Ottocento. Nella cella accanto, tra il 1759 e il 1760, il prigioniero Giuseppe Andrea Lombardini incise sui muri simboli massonici, alchemici e cabalistici. Il tour di Narni sotterranea dura circa un’ora e include il biglietto d’ingresso.

Una piazza in una cittadina storica, circondata da edifici in pietra. A sinistra c'è una grande chiesa con una facciata di pietra chiara e una porta di legno situata in cima a una breve scalinata. Al centro, si apre un arco che conduce a una strada interna, sormontato da un edificio con una finestra ad arco. Sulla destra, ci sono edifici in pietra con finestre rettangolari, tende sopra le porte e un lampione antico in primo piano. Il cielo è sereno con qualche nuvola bianca.
Il centro di Narni, sotto cui si nascondono le prigioni dell’Inquisizione

7. Antica Monterano, il borgo fantasma

A nord-ovest di Roma, nel comune di Canale Monterano, le rovine di un paese spuntano da una collina di tufo coperta di vegetazione. È l’antica Monterano, oggi dentro la Riserva naturale regionale Monterano. Fu un insediamento etrusco, poi sede vescovile nel Medioevo e, nel Seicento, feudo della famiglia Altieri, quella di papa Clemente X.

Il paese si svuotò alla fine del Settecento. La malaria aveva già ridotto la popolazione, poi gli scontri tra papalini e giacobini della Repubblica romana del 1799 fecero il resto. Davanti ai resti della chiesa di San Bonaventura c’è una fontana ottagonale attribuita a Bernini. Tra le rovine della facciata, invece, cresce un albero di fico. Il ricordo di una vita quotidiana interrotta di colpo è ancora lì.

Queste rovine hanno fatto da set a decine di film. L’accesso è libero: lasci l’auto al parcheggio della riserva e prosegui a piedi su un sentiero sterrato. A fine ottobre fa buio presto, quindi porta scarpe comode e una torcia.

I resti di una fontana ottagonale davanti ai ruderi di un'antica chiesa barocca in uno spiazzo d'erba in un giorno nuvoloso
La fontana ottagonale e i ruderi di San Bonaventura nell’antica Monterano

8. San Gimignano e il Museo della tortura

San Gimignano, in provincia di Siena, è nota per le sue torri medievali e dal 1990 il centro storico è Patrimonio dell’umanità UNESCO. Tra le sue vie, però, c’è un museo che poche persone si aspettano. È il Museo della tortura, con una sezione dedicata alla pena di morte. Espone gli strumenti usati nei secoli per interrogare e punire, accompagnati da schede storiche.

Non è una visita per tutti. Le ricostruzioni sono crude e, con bambini piccoli, conviene valutare prima. Chi ama la storia, invece, trova un racconto documentato di come funzionava la giustizia prima dei diritti moderni. Gli orari cambiano con le stagioni, conviene verificarli prima di andare. Per conoscere il resto del borgo, il tour privato di San Gimignano dura due ore con una guida tutta per te.

Museo della Tortura di San Gimignano in una giornata nuvolosa
San Gimignano e il suo Museo della tortura

9. Rocca Calascio, il castello nella nebbia

In Abruzzo, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, una fortezza di pietra chiara sta a 1.460 metri di quota. È Rocca Calascio, uno dei castelli più alti d’Italia. Nelle giornate d’autunno la nebbia sale dalla valle, avvolge le mura e lascia scoperte solo le torri.

Non a caso il cinema l’ha scelta più volte: qui sono state girate scene di «Ladyhawke» e de «Il nome della rosa». Ai piedi della rocca c’è un piccolo borgo, rimasto quasi vuoto per decenni e oggi in parte recuperato. Poco sotto, la chiesa ottagonale di Santa Maria della Pietà completa uno dei panorami più fotografati dell’Appennino.

Al castello arrivi a piedi dall’ultimo parcheggio, con una breve salita. A fine ottobre in quota può fare freddo e a volte nevica, quindi porta abbigliamento da montagna.

I resti di un antico castello con torri e mura di cinta, poggiati sulla cima rocciosa di un monte. Alle spalle un cielo nuvoloso trafitto da alcuni raggi di sole
Chissà quali spiriti abitano ancora i ruderi di Rocca Calascio

10. Napoli, tra anime pezzentelle e sotterranei

A Napoli il rapporto con i morti fa parte della vita di tutti i giorni. Nel Rione Sanità, in via Fontanelle 80, un’antica cava di tufo ospita il Cimitero delle Fontanelle, con i resti di circa 40.000 persone. Fino al 1969, quando la Chiesa vietò il culto, molti napoletani «adottavano» un teschio. Pregavano per quelle anime pezzentelle (cioè povere, senza nome) in cambio di una grazia.

La visita dura circa 40 minuti. Gli orari indicati di recente sono 10:00-18:00, con chiusura il mercoledì, ma possono variare: conviene verificarli e controllare se serve la prenotazione prima di andare.

Nei vicoli del centro senti ancora parlare del munaciello, uno spiritello vestito da monaco che nasconde oggetti o lascia monete. E della janara, la strega della tradizione campana. A pochi passi c’è la Cappella Sansevero, legata al principe alchimista Raimondo di Sangro. Oltre al Cristo velato conserva due macchine anatomiche che ancora oggi fanno discutere. La visita alla Cappella Sansevero e al Cristo velato include guida e biglietto.

Poi scendi sotto la città. Il tour di Napoli sotterranea ti porta per circa un’ora tra le gallerie scavate sotto i Quartieri spagnoli. Altre idee per il weekend sono sulla pagina di Napoli su Civitatis.

Napoli vista dal mare in un giorno nuvoloso con le montagne sullo sfondo
Napoli, una città ricca di misteri e leggende

11. Montebello e il castello di Azzurrina

In Valmarecchia, a una ventina di chilometri da Rimini, il castello di Montebello domina dall’alto di una rupe il comune di Poggio Torriana. Appartiene dal 1464 alla famiglia Guidi di Bagno ed è legato a uno dei fantasmi più famosi d’Italia: Azzurrina.

Secondo la leggenda, Guendalina era una bambina albina, figlia del signore del castello. La madre le tingeva i capelli con pigmenti vegetali, perché all’epoca quell’aspetto era temuto come un segno maligno, ma i capelli diventavano azzurri. Il 21 giugno 1375, durante un temporale, la bambina scese nella ghiacciaia e non fu più ritrovata.

Si dice che ogni cinque anni, nella notte del solstizio d’estate, dalla ghiacciaia si senta il suo pianto. Nel 2010, però, un’indagine del CICAP (il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) ha trovato solo spiegazioni naturali. E la storia compare per iscritto solo dal 1989. Il castello si visita con guida, anche con visite serali su prenotazione: orari e prezzi possono cambiare, conviene verificarli sul sito ufficiale.

Le mura esterne di un antico castello medievale con ai lati due torri in pietra e un basso muro di cinta. Attorno alberi, edera e cespugli
Forse, al di là delle piccole finestre del castello, Azzurrina ti sta osservando

Consigli pratici per Halloween in Italia

Se stai decidendo dove andare ad Halloween in Italia, tieni conto del calendario. Halloween cade il 31 ottobre, la vigilia di Ognissanti, che il 1° novembre è festa nazionale. Il 2 novembre, invece, è la Commemorazione dei defunti, il «giorno dei morti» della tradizione cattolica. Nel 2026 il 31 ottobre è sabato e Ognissanti domenica: niente ponte, ma un weekend pieno da sfruttare.

Prenota in anticipo le visite nei sotterranei e nei castelli, perché i gruppi sono piccoli e il fine settimana di Halloween si riempie presto. Per risparmiare, scegli i borghi con eventi gratuiti, come Corinaldo e Triora. Poi dormi nei paesi vicini: di solito trovi più disponibilità e prezzi migliori.

Con bambini piccoli privilegia le feste di paese, il Sacro Bosco di Bomarzo e le rovine all’aperto, lasciando i musei della tortura ai più grandi. Se cerchi qualche chicca meno affollata, l’antica Monterano e Rocca Calascio restano tranquille anche a fine ottobre.

Domande frequenti

Dove si festeggia Halloween in Italia?

La festa più conosciuta è a Corinaldo, nelle Marche, con più giornate di eventi a fine ottobre. Anche Triora, in Liguria, organizza spettacoli tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Per un’atmosfera cupa senza feste, scegli Torino, Napoli o Narni.

Qual è il paese delle streghe in Italia?

È Triora, in provincia di Imperia. Tra il 1587 e il 1589 qui si svolsero i processi contro alcune donne accusate di stregoneria. Oggi il paese li ricorda con il Museo etnografico e della stregoneria e con eventi dedicati.

Dove andare ad Halloween in Italia con i bambini?

Corinaldo e Triora hanno laboratori e spettacoli per i più piccoli. Il Sacro Bosco di Bomarzo, con le sue sculture giganti, piace molto ai bambini. Anche il castello di Montebello, con la leggenda di Azzurrina, è adatto alle famiglie.

Quali sono i luoghi infestati più famosi d’Italia?

Il più noto è il castello di Montebello, legato al fantasma di Azzurrina. Molto citati sono anche Rocca Calascio, l’antica Monterano e Piazza Statuto a Torino. Sono luoghi tra storia e leggenda, da visitare con curiosità.

Dalle mura in festa di Corinaldo ai sotterranei di Napoli, l’Italia più misteriosa non ha bisogno di zucche finte. Processi, prigionieri e borghi abbandonati sono storie vere, e i luoghi descritti in questo articolo le conservano ancora. Ora che sai dove andare ad Halloween in Italia, scegli la meta in base a quanta paura vuoi provare e a chi viaggia con te. Nel catalogo completo di Civitatis trovi le visite guidate e i biglietti per completare il viaggio.

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